Appunti di guerra

 

Sono solo appunti di guerra questi,
un quaderno che non finisce e mescola
il tempo in lettere sovraesposte.
A volte la fine stringe meno la gola
lascia andare – lascia svanire – resta addosso –
e come loro, io, straniera ma senza dottrina alcuna
una vista, lo sguardo teso alle cose
e l’innocenza dell’errore,
ciò che non sarebbe dovuto nascere
o esistere
adesso pesa più di tremila e settecento giorni.
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[Rif. al lab. sull’epifania e i re magi. (sul popolare e pers.)]
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