Sottopelle

 

“- Come una pelle di tutto quello che siamo -”
– Che sia questa la felicità di cui parlavamo Monsieur?
– Forse perché un po’ mi appartiene, le appartiene Madame.
– che sia troppo tardi Monsieur?
– Forse Madame.
– Forse sono solo il segnalibro rimasto a pagina novantanove. Sono lo spazio indefinito tra la vita che ci vive e quella che fugge.
Forse noi ci siamo rimasti sottopelle Monsieur.

©LaScrittoressa

[Paragrafi]

Le verità

“Ci sono giorni in cui il ricordo di te mi fa prendere a calci tutte le parole che ho messo da parte. La verità di cui parli è un muro alto appena sopra la testa eppure io non so salirci. O forse riuscirei ad arrampicarmi ma sarebbe troppo difficile passare dalla parte opposta fingendo di aver fatto la cosa giusta.
Ci sono giorni in cui osservo tutto questo non dire, è come facesse un giro in tondo senza fermarsi mai.
Dovrei darti ascolto, dovrei scriverlo davvero il vero, tutto ciò che ogni volta il peso ha rovesciato, la mia misurazione dei giorni in silenzio, la conta di una fine che non finisce. Ogni filo spinato che ha ferito carne e pancia, ogni rinuncia e i miei “non importa”.
Invece ricalcolo i verbi e a ritroso allento le morse, tengo la luce accesa guardando gli spigoli delle ombre agli angoli delle porte. Aspetto che tu torni un giorno o una sera chissà magari poco distante da qui per riuscire a guardarti, prima che il ricordo sbiadisca, per dirti con la voce tremolante che non ce l’ho ancora fatta, che mi devi stringere forte un momento solo, che mi devi guardare dritto negli occhi perché tu sei cura, per i tagli per le ferite dalle lame vive; perché senza che tu smetta di salvarti puoi salvare anche me.”
[Paragrafi]
©LaScrittoressa

Muri

Sono
millimetri di spazio incerto, legato stretto
un laccio scolorito strappato dall’aria quando taglia
Precipito
in silenzio come neve, telo bianco io
su buchi d’attese dove cola l’inchiostro
e sto
di spalle al muro su
tremilaseicentocinquantadue mattoni
in fila tra le cose senza
quella sabbia scura che li tiene
e una ginestra infilzata sul cortile.

©LaScrittoressa

Proseguimenti – dicembre 2018

 

Guardo lo spigolo vivo dell’ombra
taglia il muro nero a parete di passi di altri,
l’aria netta conta gli ultimi spazi chiari
è dicembre è un anno in più, fisso
lo sguardo verso est senza vedere il peso
una coperta bagnata addosso.

siamo solo più stanchi siamo solo più grandi eppure
aspettiamo un giro d’estate senza il ritorno
senza quel rigo ingrato d’errore che torni a salvarci.

©LaScrittoressa

(l’ultimo giorno, 2018)