E poi, metà di ottobre

È ancora ottobre sulle foglie sulle strade
le campagne con la nebbia al mattino presto e controluce
i panni stesi a filo d’aria, bastano due ore e sono asciutti.
È il silenzio che inventa, l’appartenenza non esiste qui
come un figlio clandestino da non mostrare
come un peccato che non sarà mai assolto
questo. Riempito poco a poco di me senza
averlo scelto mai davvero e poi, a contare le ore
i ricami di questo buio cieco dove manca la luce della strada
quel sole, che qui mi vede solo troppo tardi.
.
.
©LaScrittoressa

One thought on “E poi, metà di ottobre

  1. Ci sono dei passi molto toccanti, le sorprendenti orme prestate della memoria di chi ti ha “inconsapevolmente” incrociato. Ci immergiamo (chi scrive e chi legge) d’un tratto nella tua dimensione senza tanto accorgercene, la tua scrittura capisce il pericolo della poesia (si ha paura della follia) allora riemerge nella prosa per una sontuosa e comprensibile boccata, ma gli abissi hanno sapori inenarrabili.
    Ma tu sei lì, ti abbiamo scoperto, in quei respiri, in quell’atmosfera, in quelle pause ben diverse dai tutti i tuoi discorsi affrettati di tutti i giorni.
    La natura di chi scrive è pericolosa e nuda, combatte con le realtà quotidiane.
    La penna, scalpello e ombrellone, ancora calda mentre c’è da far da ma’ mangiare.

Rispondi