Cosa ricorderemo

– Non voglio fare la rima e dannazione non ci provo neanche –
Non esisterebbe alcuna rima anche se tu fossi dove voglio andare. Tu sei la musica che ho ritrovato al posto giusto, lì dove non è mai guarita la ferita. Dove la fenditura è luce esatta, l’immagine sfocata è voce che ripasso nella testa ad occhi aperti. Un gergo familiare, una bocca chiusa dentro la stretta di un abbraccio, “non andartene” è come farsi ancora male, abbiamo perso le promesse, ci rimane l’istante di due righe.
Ci coincide il silenzio dei giorni lunghi, l’urto del mondo che sbatte addosso questo tempo spinato, scaduto, scandito dai tasti, ci si intuisce.
Cosa ricorderemo alla fine?
L’orma delle mani, l’odore dello spazio tra il collo e la spalla mentre il mare cura tutto quello che non potremmo gridare mai più.

©LaScrittoressa

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