Con il mio consueto e ormai accademico ritardo, ringrazio Emi Di Fiore Ramistella per avermi accolto in questo progetto bellissimo. Un’idea meravigliosa la sua, e averne fatto parte, è stato un vero privilegio ❤️
Ringrazio anche Alfio Grasso e la sua Algra editore per l’accoglienza, sempre.
E poi, essere in ottima compagnia con autori bravissimi non ha prezzo e quasi quasi, nemmeno troppe parole, solo una gioia immensa!
(Oltre a Emi e me, la compagnia è formata da: Francesco Lollerini Valentina Antonucci Manuela Maccanti Maria Camera Siro Comencini Mansueto Sperandio Angelo Orsingher Andrea Serafini Andrea Zielmi)
Grazie anche a Federica Milella per la splendida copertina.
Infine, ma non ultima, la felicità di avere una sorpresa per tutti voi!✨️
Ecco, da questi racconti, le fotografe Anna Gatalskaya e Marta Giovannini sono riuscite a interpretare ogni racconto, ognuna con la sua tecnica fotografica.
E adesso ditemi, non è meraviglioso?Ventidue foto in cui, chi leggerà, potrà immergersi ancora di più in ogni storia, in ogni vita che Frida ha vissuto.
Undici racconti, Undici storie, un libro bellissimo ❤️
A breve, le date delle presentazioni in tutta Italia e le date del vernissage dove parleremo di tutti i racconti e della loro magica interpretazione 📚📖📸#staytuned 📔📸.
In tutte le librerie, dal sito della casa editrice e ovviamente su amazon. Qui di seguito tutti i link
Eppure, gli anni sono passati, a quanto pare. Me li hanno lanciati, addosso, come fossero mele avvelenate.
Li ho raccolti piano allora, uno alla volta, messi in fila, aspettando che diventassero maturi, come faccio sempre per la marmellata.
Fuori dalla finestra, ora, c’è tutto l’inverno che riesco a sostenere.
Qualcosa di esploso è rimasto nero come il carbone spento, come il bucato dentro alle ceste e la lavatrice che gira sempre.
Non ha quiete il corpo, come un passo controllato, come un appuntamento mancato.
Eppure, cerco di chiudere con l’acqua le crepe, come fanno gli scogli quando sale la marea, la striscia di sabbia scompare e ogni cosa perde la forma originale.
Non si può essere acqua. L’acqua prende tutto per portarselo via.
A volte serve restare, lasciare.
E quello che ho dato, forse, ha bisogno di un certo tipo di tempo per tornare.
Un incontro importante e bellissimo grazie a Marco Di Pasquale che ha organizzato questo evento❤️
È stato davvero emozionante conoscere Silvia Casilio, parlare del linguaggio, della poesia, insieme a lei di e delle “donne imperfette”, della violenza di genere, del necessario lavoro che si fa all’Osservatorio di genere di Macerata, dell’importanza di certi argomenti e delle storie che ogni giorno accadono, il lavoro che c’è ancora da fare, purtroppo, la strada lunga da percorrere.
E poi, grazie dei suoi doni meravigliosi, tra cui questo libro che raccoglie le biografie delle donne votate nel contest #leviedelledonnemarchigiane al fine di recuperare la memoria di Donne del passato protagoniste della società marchigiana e a oggi proposte come meritevoli di intitolazioni di vie e spazi pubblici delle città delle Marche ❤️ l’importanza di generare cultura fin dalla scuola primaria aiuterà il mondo a essere migliore 🌈🩵
Di notte la casa è troppo grande.Si accavallano i rumori, c’è vento. Fuori sbattono le cose e le piante, tutto quello lasciato sotto il vuoto del cielo. Questa prepotenza lucida il buio e mi tiene lo sguardo aperto.
Fisso la luce della lampada d’emergenza, il puntino verde mi fissa, si spegne, si riaccende.
Indosso la mia vestaglia, la seta blu fa silenzio mentre scendo a controllare il loro sonno, le sei manine che stringono orsi, controllo tutta l’aria che respirano, che esca e rientri come dev’essere.
Conto le finestre chiuse, conto tutte le mie mancanze, conto quelle di chi non sarebbe dovuto mancare, conto le scale una dopo l’altra per non inciampare ancora.
Penso alle delusioni accatastate nel piccolo baule di sopra, troverò un modo mi dico, come ho sempre fatto.
Ha cominciato a piovere adesso, l’acqua cade sui doppi vetri, tiro su il lenzuolo, ricomincio a contare.
#photo di Marta Sief [Marta Giovannini #photography].
Eccolo qui! In questo libro troverete il mio racconto, dal titolo L’ultima scomparsa, insieme ad altri sette racconti di autrici provenienti da tutta Italia. Ringrazio davvero tanto Emi Di Fiore Ramistella per avermi reso partecipe, per il suo lavoro e la cura che ha messo in questo progetto meraviglioso.
In questa raccolta la protagonista è la donna.
La cultura patriarcale, ha sempre avuto il predominio sul sesso femminile e ancora oggi è una realtà con cui ci troviamo a combattere. Le continue aggressioni e l’elevato numero di femminicidi lo confermano.
I racconti di “Donne imperfette” toccano argomenti attuali come l’amore, lo stupro, le molestie, la deturpazione, i pregiudizi, la forza di guardarsi dentro e andare avanti, anche da sole.
“Donne non si nasce, lo si diventa” scrive Simone De Beauvoir. Lei riteneva che l’uguaglianza giuridica non sarebbe bastata a garantire rapporti paritari tra uomini e donne, poiché le discriminazioni verso quest’ultime erano profondamente radicate nel contesto culturale.
Ma il contesto culturale è davvero cambiato?
Il racconto di Emi Di Fiore Ramistella, “Un pasticcio in Paradiso” ha come protagonista Bianca, con la sua storia che si snoda tra realtà e fantasia.
Silvia Gelosi, “L’ultima scomparsa”, una ragazza che subisce la provincia, il patriarcato dei piccoli paesi, il vociare del perbenismo, amori malati e violenze.
Lidia Geraci, “L’amore tra i mandorli e le vigne”, un amore intrecciato con un altro, dove i sentimenti vanno otre i pregiudizi.
Manuela Maccanti, “La zona d’ombra” ci dice dell’amore che insegna, a essere migliori, a costringerci verso un lungo viaggio interiore, tra ombre e traumi del passato, ritrovando quella luce che ci ricongiunge con chi si è amato.
Federica Milella, racconta di un’esplorazione marina in acque proibite dai fondali fantastici, dove i personaggi si muoveranno in atmosfere surreali, affrontando situazioni inquietanti.
Daniela Rabia, “Mi chiamo Tilde. E non solo”, una donna, la Calabria, questa regione che cambia il suo volto impersonando figure femminili con le loro tante anime.
Letizia Sebastiani tocca invece il grave problema della deturpazione con l’acido, una vicenda corrente, seguita, però, dalla vendetta.
“La grotta di Cala Gabbiani” di Rosemarie Tasca D’Almerita, “Tutù e Catalano” narra, infine, di una ragazza carica di energia creativa che, malgrado le ristrettezze mentali della sua famiglia e del suo paese di origine, riesce a vivere la vita come la desidera e infine, Letizia Sebastiani con Non ricordo il suo nome.
#Disarmiamoilpatriarcato ✊️👠🎀📚
ordinabile nelle librerie (ringrazio la cartoleria Il Fantabosco per aver creato questa vetrina stupenda, le copie sono arrivate e sono a disposizione ❤️) oppure anche su amazon, a questo link
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