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” LE CHIAMANO POESIE, IN REALTA’ NON SI SOMIGLIANO AFFATTO, HANNO SOLTANTO LO STESSO SANGUE “.

[ copertina realizzata da Andrea Lerario @ilcontenudo – prefazione di Gianluca Sinopoli – postfazione di Beppe Malizia & i ritagli acustici – lavoro digitale e il dono di un suo pezzo qui di Danilo Cristian Runfolo ]
Foto di Amerigo Braccia ad Elisa Gelosi per la realizzazione della copertina.


Se si acquista la copia cartacea inviare una mail a: info@beppemaliziaeiritagliacustici.it fornendo i dettagli dell’acquisto e verrà spedito a casa l’album “L’amore non Esiste”. (Fino ad esaurimento scorte).

E poi, metà di ottobre

È ancora ottobre sulle foglie sulle strade
le campagne con la nebbia al mattino presto e controluce
i panni stesi a filo d’aria, bastano due ore e sono asciutti.
È il silenzio che inventa, l’appartenenza non esiste qui
come un figlio clandestino da non mostrare
come un peccato che non sarà mai assolto
questo. Riempito poco a poco di me senza
averlo scelto mai davvero e poi, a contare le ore
i ricami di questo buio cieco dove manca la luce della strada
quel sole, che qui mi vede solo troppo tardi.
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©LaScrittoressa

Tempo

Mi accorgo di sbagliarlo, il tempo. Ne sento la mancanza, a volte, è un filo giallo legato male che al primo vento si scioglie e va dove vorrei io, quell’io che non sono più io e quindi per riprenderlo addio, ci metto un sacco ed ecco perché non ho mai tempo per via del tempo che perdo a raccogliere i pezzi dell’io ingrato, strappato, ricostruito là dove non è più casa non è più cosa non è più quello che pensavo sarebbe diventato.
Allora mentre mi guardo intorno quasi quasi mi viene voglia di ricominciare, di ricominciare a crederci.
Poi passa e continuo a cucinare.
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[appunti del non viaggio]
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©LaScrittoressa

Fatamorgana

 

 

 

 

 

 

https://music.youtube.com/watch?v=J1JgxzX7irQ&feature=share

 

Te lo dice lui.
È stato un solo aprile ti dico io –
Tu la torre d’acqua da cui naufraghiamo, io e chi non so.
L’acqua era la stessa degli anni scorsi.
Tu dici di no e non perché sai.
Io ti dico che te ne sei andato troppo presto, ti dico che mi hai lasciato senza sponda, senza vestiti e con le mani piene di sabbia.
Non tornerai mi dico, hai tolto un sasso, hai ripulito mezza coscienza e credi che basti.
No, non basterà per assolverti. Non riuscirà a farti credere che non ne sarebbe valsa la pena.
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[Paragrafi]
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©LaScrittoressa
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[Testo in allegato della canzone Fata Morgana di Piero Pelù ]
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Oh, vedo tutto attraverso
Sabbia rossa e deserto
Ho sete
Ho sete di te che non sei qui
Stella caduta dagli occhi
Che voli sul mio deserto
Ho sete
Le nuvole mi cadono dentro

Cerchio che ha perso il suo centro
Perché ha smarrito ogni senso
Oh, sabbia rossa e deserto
Ah ah ah ieh ieh ah ah ah ieh ieh
Lunga scala d’aria che sale dal deserto
Non c’è confine
Con l’occhio dentro e l’occhio fuori
Morgana
Lenta processione all’alba nel deserto
Fata Morgana
Ha già cambiato ogni profilo

Aspetto a parlare prima che l’illusione si sia mossa
Poi scopro il confine che dall’infinito vola dentro di me
Morgana
Ho sete
Significa che sono vivo
Che importa se l’ultimo o il primo
Il cuore vuol battere ancora
Ancora
Oh, sabbia rossa e deserto
La sento negli occhi
In fondo ai miei occhi
Salire dal mare passando dal cuore.

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https://music.youtube.com/watch?v=J1JgxzX7irQ&feature=share

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Fa notizia solo il fatto personale
l’omicidio preterintenzionale
i fatti propri raccontati al mondo
quel disagio che ognuno sa come curarti.
Non c’è spazio per la disgrazia della terra
ciò che scàrdina la vita, la crepa che ti apre.
un mucchio di pietre rotte, la calce i muri
i resti di chi del reinventarsi ormai,
ha preso con le mani, il coraggio della luce.
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©LaScrittoressa
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24 agosto 2016 / 2019
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Non è cambiato niente
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[Photo by Dario Matteucci]