E poi essere attraversati, dalla parola, dalla poesia, dalle cose di ieri e di oggi.
È questo che, secondo me, fa la poesia.
Con la poesia si riscoprono tempi e luoghi, racconti e immagini a colori. Ci si ritrova in un io condiviso che unisce.
Siamo circondati da una distopia progressiva ma, accadono, sempre, piccoli miracoli come questo: incontrarsi per connessione di luce 🤍
Giulia Sancricca è questa luce qui, è lei la parte luminosa che splende in questa iridescenza tra due connessioni.
Da tempo ormai credo di aver perso quella luminosità che mi rendeva scintillante ma lei, che non guarda soltanto, vede, osserva e arriva fino in fondo, è riuscita a ritrovarla.
Soprattutto per questo la ringrazio. Perché essere visti oltre quella “faccia pulita con cui cammini per strada” è raro e inestimabile.
Mi permetto di inserire qui anche il suo post, oltre all’articolo, le sue righe mi hanno davvero commossa.
Perché chi ti racconta, dopo averti letta, a volte, sa di te più di quanto tu possa pensare di saperti.
Grazie Giulia, per lo sguardo, per le parole e per il cuore che metti in ogni cosa che fai ❤️
Il 21 novembre 2025, sono stata ospite del meraviglioso Caffè del teatro di Caldarola, un luogo magico che resiste all’eco che fanno i passi sulla piazza che attende.
Abbiamo parlato un po’ di me, della poesia, di quanto sia più o meno complicato o gestibile, tra i bambini, il lavoro, la scrittura, la scuola, le letture.
Abbiamo parlato della scuola Sibilla Aleramo diretta dal mio amatissimo professore Umberto Piersanti, dell’inizio e degli insegnamenti della mia adorata Norma Stramucci (mia professoressa, scrittrice e poeta), dell’importanza della poesia nelle scuole.
“Con la poesia ci si convive”, la necessità di scrivere incalza, sempre, in certe anime spaesate, consumate, ammaccate dagli anni caduti addosso. Il titolo del libro è, da solo, una spiegazione eloquente di quanto sia difficile essere, senza dover apparire per forza, vivere ed essere visti davvero, senza sovrapposizioni.
E poi, dirsi altrimenti, accettare l’ingratitudine, soltanto dopo aver ritrovato il contatto con il proprio sé, che chi non smette di ferirti altera ogni giorno.Scrivere vuol dire sempre un po’ “scorticarsi”, scavare nel profondo di noi stessi, guardare il buio lì dentro, ascoltarlo e donarlo.
Le geografie emotive del libro sono luoghi e non luoghi. Tutto ruota attorno alla vita che cresce, il tempo che passa, un io che resta, che lotta, come sempre, come molti di noi.“Cos’è per te oggi la poesia? Cura? Resistenza? Memoria?”
Tutte e tre.
Ma, per concludere, alla domanda “se dovessi scegliere un solo verso del libro che ti rappresenta, quale sarebbe?”
“…io sono l’innesto che non funziona”
(il ciliegio selvatico mi insegna ogni giorno che la bellezza va oltre la perfezione)
E poi, le meravigliose TISANE che Giulia ha abbinato al libro! Un vero capolavoro ❤️
Quindi grazie infinite a Giulia Sancricca per avermi dato l’opportunità di parlare ancora del mio libro, all’erboristeria Il Mondo delle erbe per le tisane, all’organizzazione del teatro, a chi rende possibile avvicinarsi alla letteratura, a Fabio Macedoni per il suo affetto, al pubblico attento che è stato presente nonostante la serata di freddo e pioggia. Un ringraziamento particolare al sindaco per le sue parole, a Elio Carfagna per l’interessamento.
Grazie al fotografo (non ricordo il nome, mi perdonerà spero) alle fotografe Marta Giovannini e Anna Gatalskaya per la loro presenza, sempre. 🤍📸
Grazie ❤️
TISANE:Visto che nel libro convivono due registri: la voce tra parentesi quadre, più interiore, scura, ferita, essenziale e la voce in versi aperti, più esposta alla luce, al mondo, agli elementi. ARANCIA ROSSA: L’anima esposta, viva, sanguigna. Ha un colore intenso, ma al tempo stesso è un frutto che porta energia, corpo, calore. Possiamo quindi associarla alla voce “esterna” della raccolta, quella che sta sulla parte sinistra della pagina, che racconta, resiste, si mostra. All’immagine della ferita che rimane viva, così presente nel libro (“taglio vivo”, “la vena che traversa”, “il tronco reciso”, ecc.). All’ostinazione del vivere, alla forza che ritorna anche nella fragilità. TIGLIO: L’anima raccolta, interiore, in ascolto. Il tiglio è calmante, distensivo, balsamico: una pianta legata al riposo, alla cura, al silenzio. Possiamo associarlo alla voce “in parentesi quadra”, più intima, riflessiva, quasi sussurrata. Ai tanti silenzi del libro, agli spazi bianchi, alle sezioni più introverse e contemplative. Alla parte che resta nascosta, che si muove nell’ombra, che chiede respiro (“sono terra che non s’asciuga”, “mi consegno al silenzio smisurato”, ecc.).È la tisana dell’ascolto, dell’ombra, della parte profonda e segreta che nel libro lavora “da dentro”.
Anche questo sogno si è avverato, ma grazie a Marta Giovannini, Anna Gatalskaya e Cristiana Rimini che hanno saputo rendere visibile il silenzio che c’è nello spazio bianco, quel vuoto tra le parole che dà forma e suono alla poesia.
Fermare il movimento, ecco, il dettaglio, raccogliendo la vertigine che si perde dopo la fenditura da cui entra la luce.
La poesia è “catturare il mondo in un dettaglio”, “dire l’unico attraverso il plurale installandosi nello spazio di soglia”. Lo sguardo della fotografia, in questo caso, si fa metafora, rivelazione, immagine condivisa. Traccia un varco e un altro modo di stare nel mondo. Una straordinaria forma di libertà che attraversa l’invisibile, un tempo altro e soprattutto, un’altra possibilità.
Vernissage “Visioni su Dissociazione Elementare”14/11/25Poesie: Silvia Gelosi Fotografie: Anna Gatalskaya – Marta Giovannini – Cristiana RiminiLa mostra è visitabile fino al 13 Dicembre presso le Tenute Muròla Foto vernissage: Fabio Pazzelli
Mi emoziono ogni volta, non mi sento mai all’altezza di questa parola così grande che è la poesia. Il tempo è sempre troppo poco quando ci si mette in ascolto della parola.
C’è poi questa convinzione che la poesia sia una lettura di nicchia, una cosa difficile, una cosa che si esclude perché non si capisce, invece vi dico di no.La poesia che non ci hanno fatto capire è quella che non sono riusciti a trasmetterci, quella che non apprezzavano nemmeno loro e soprattutto, non la sapevano.
Non è intrattenimento certo, la poesia ti arriva addosso, ti entra dentro, ti colpisce lì dove non credevi ci fosse uno spiraglio aperto (lo ripeto continuamente) ed è ovvio che inviti a riflettere. Pochissimi però vogliono farlo, riflettere intendo, spesso si preferisce evadere, pensare ad altro, ché dentro abbiamo sempre quei sassolini scomodi di cui vogliamo scordarci.
Maria grazia calandrone dice che “la poesia non serve a niente e proprio per questo è indispensabile”, perché è quella parola che ti trova, è traccia di una biografia, una condivisione che passa da un io a un tu, un atto di libertà.
Questo è un tempo veloce, la poesia ci invita a rallentare, restare in ascolto: degli altri, di noi stessi e del mondo.Ai bambini e ai ragazzi aiuta a tirare fuori le emozioni, a dargli un nome, aiuta a sviluppare meglio il linguaggio usando l’etimologia (dentro alla radice della parola si nasconde spesso una possibile via per il tappeto metaforico), insomma, per i ragazzi potremmo trasformarla in “un’arte magica della trasformazione e della trasfigurazione” come insegna Isabella leardini nei suoi laboratori di poesia!
Perciò questi incontri sono necessari, perché un po’ per volta, sono sicura che arriveranno a toccare anche le corde più profonde di chi continua a correre.Non potevo dire queste cose senza avere un tremolio nella voce, ecco perché le scrivo.
(In un altro post risponderò anch’io alle domande che ho fatto ai poeti ospiti❤️).
Un grazie immenso al presidente Giampiero Feliciotti che ha permesso questo incontro, Fabio Macedoni per le foto, le letture e il supporto prezioso, gli autori presenti, Norma Stramucci, Marco Di Pasquale, Filippo Davoli, e il meraviglioso cantastorie Adriano Marchi, (e anche quelli non più presenti ma vivi nelle parole🖤) che ci hanno fatto dono della loro poesia, l’organizzazione, chi ci ha fatto dono della sua arte, chi è venuto ad ascoltare, il comune e in special modo la sindaca, una persona davvero meravigliosa!
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