La sostanza delle cose

Il vento dei giorni passati ha rimescolato il mare.
Conto i sassi levigati dal sale a gruppi di tre, cerco sempre le parole giuste come conchiglie intere quelle non calpestate per ripeterle ancora una volta, per non restarmene sempre senza quando mi serviranno.
La luce a filo d’acqua sta mentendo a un dicembre caldo un gennaio senza increspature di freddo poi anche febbraio ed è come quello star bene eppure, stare, senza che sia il tuo posto davvero.
Resto ancora un po’ qui che sa di casa, di cose tutte insieme e di anni tutti in fila di ore messe sul collo una sopra l’altra, questo rimanere ancora per vedere se davvero arrivi tu e mi vedi e mi abbracci da dietro mentre io sorrido mi giro chiudo gli occhi e mi insegni quel bacio che ho dimenticato.
In ogni tu c’è un sasso che tiro più lontano invece.
Continui a camminarmi dentro gli ultimi inverni risolti mentre penso che nessuno sia mai riuscito davvero a capire questa sostanza a capire quell’unica cosa che racchiude un numero due e più, questa semplicità di darmi la mano e dire soltanto Non aver paura, ci sono io.
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