L’estate, quando finisce prima

 

C’è qualcosa che fa terminare prima l’estate, i girasoli tagliati ad esempio.
Il cielo continua a dire ciò che vuole ma l’autunno è soltanto un attore che inventa bugie, piene di sole e colori d’arancio.
Ho bisogno di altri colori, come il blu del mare. A settembre è spazio, aria, fine di corse e urla di gente. Diventa pace, riflessione, terraferma.
Il luogo dove restare, dove tornare, dove ricostruirsi.

 A riva le onde s’addensano come ciò che t’investe. L’accaduto ritorna ma si mischia e ti alleggerisce.

Ai piedi della montagna invece cadono i luoghi non visti, li racconti lo stesso, immaginando come sarebbero stati, viaggi di carta, posti che i giorni proiettano su questo confine in cui rotolano stagioni, verde, grigio, bianco, soltanto tre perché per due rimane chiara, e guardo il fluire, di tutto, non lo scivolare ma l’aggrapparsi, con le unghie per cercare di non cadere.

Tutto in un tempo indefinito, in sospensione.

Poi piove.

E allora nello specchio del suo riflesso, una pozza profonda, un poco alla volta, annego, con la bocca chiusa.

(Paragrafi)

2 thoughts on “L’estate, quando finisce prima

  1. (La mia scrittura chissà che in fondo non sia il “non morire” facendo vivere gli attimi che il tempo porta via senza lasciarne traccia – e poi – voltarsi soltanto per proseguire con più forza.)
    Grazie a te che hai sempre belle parole per me – da oltre quindici anni❤

  2. Grazie ti conosco e a volte mi sembra di poter sentire il rumore del mare senza annegare galleggiando sulle tue emozioni diventate parole. Perché chi sa ascoltare non anneghi mai.

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