Nel frattempo che il mondo mi cambia

 

 

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Dicevo a lui:

“Quando si scrive su carta, non è soltanto libertà, è fermare un momento, è cercare un’immagine e fotografarla, incidendola su di un foglio bianco. La carta ha l’odore del vento quando soffia da Ovest e si porta dietro questa neve, ferma da un po’, lì, sopra l’inverno.

Quando si scrive a mano, non è tanto la calligrafia, è l’essere, in quel momento tu sei ogni lettera, ogni goccia d’inchiostro che sporca, che genera un’idea e tutto diventa carne, sangue. E si scrive, un po’ davvero, anche per <non morire>”.

Poi in verità, ogni volta che scrivi, liberi tossine, sanguini, ridi, senti che tutto diventa più facile, più vero o semplicemente più leggero. Battere i tasti non è la stessa cosa, è un’alternativa, un poggiare idee in un magazzino, nell’attesa di toccarle, con le mani, e sentirne l’odore.

Così scrivo due volte.

Così dopo la penna lascio righe, stampe qua e là nei giorni che le stagioni ridisegnano, nel frattempo che il mondo mi cambia, aggiungendo fotografie.

(Paragrafi)

One thought on “Nel frattempo che il mondo mi cambia

  1. Condivido ogni pensiero. Rimpiango lo scivolio della penna, l’innocenza che il bianco del foglio, dona.

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