Novembre

novembre

Stamattina, un Novembre che non vuole, un Novembre che non spegne.

In certi spazi, che dalle finestre sembrano sempre uguali, a cambiarli sono le stagioni e l’odore di questo intorno ogni giorno pieno di spazio.

Spazio per fare, per scriverci, per crederci.

Ci sono cose in cui si crede, fin da piccoli, portate avanti finché non vieni preso in giro, dai grandi o quelli più grandi di te (parlando di sola età), allora inizi a farti domande, dubitando, pensando che forse se lo dicono in tanti ci sarà una ragione e quindi riponi tutto in una scatola.

Vivi, credendo di fare ciò che ti piace, nelle approvazioni di chi ti vuole come pensano dovresti essere per essere quello che si deve.

Anche se scorre liscio tutto, troppo, qualcosa sfugge.

Come quando cerchi tutta la vita la persona dei tuoi sogni, scoprendo che in fondo non esiste, perché esistono soltanto persone speciali con i loro sogni e quando si condividono, ci si ritrova. Lì ci si scopre.

Così con la vita.

Quando capisci qual è il tuo mestiere riesci a fare tutto il resto con la leggerezza di chi non ha peso.

Quando torni alle origini, alle tue idee e a quello che avresti voluto diventare, capisci che e’ stato un viaggio, quel viaggio che ti ha fatto riconoscere quella strada, percorsa mille volte e mai riconosciuta.

L’ho trovata. L’ho riconosciuta. Adesso riapro la scatola e faccio quello che avrei dovuto fare da più tempo.

Scrivo.

 

(Paragrafi)

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