Ognuno può diventare soltanto se stesso

Ormai per il freddo tutto è chiuso. Per via dell’autunno sì, arrivato così da un giorno all’altro senza nemmeno un po’ di pioggia un po’ di cielo scuro insomma senza far immaginare nulla, soltanto la seconda metà di ottobre ecco, giusto quella.
Guardi fuori dalla parte del mare, verso est, che poi il mare non lo vedi comunque perché ci sono le colline, gli altri paesetti la terra e tutta terra cielo terra e cielo ancora e ancora e lì ti viene da pensare. Ti ricordi cose, persone di una vita fa in cui eri talmente diversa da non sembrarti neanche tu. Eppure.
Tu eri quella che. Quella che il tempo oggi ha piegato in quattro.
Non ti vedi più.
Aspetti ogni giorno guardando più a nord, la prima neve i primi passi le prime parole, non c’è più alcun dubbio, non c’è mare. Tanti gli errori, forse qualche rimpianto.
Un come stai perché vatuttobene.
Adesso sei spazio tra le righe, cancellate poi riscritte, mille anni divisi in due parti del prima e dopo.
Ti ricuci ogni notte. Ago e filo una trama che di giorno si disfa. Poi un passo avanti all’altro lo sguardo basso il respiro corto nell’aria fredda sempre e i giorni in fila, anno dopo anno però tu ferma dove è cominciato, chiudi gli occhi e in quel mondo parallelo sorridi, perché te lo ricordi bene, ancora.

©LaScrittoressa

(Paragrafi)

[Appunti del non viaggio]

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