Qui

Un silenzio che t’accoglie questo,

ho scritto il mio nome sul bianco che disperde.

Poi la voce, poi la terra

quando trema, senza luce –

senza sonno,

sempre più leggera –

scompare – sottovento.

La stagione che non sai

 

Un giorno alla volta,
dopo l’estate –
perché l’inverno questa volta
non concede.
Come un album da riempire –
la prossima stagione
che non sai.

Questo lato dell’inverno

 

Il bianco che si rompe
a confine –
fin quando la luce trema
e il silenzio scelto
si ricompone.
Un inverno questo
che non assolve.

QUI, AL CENTRO – (dell’Italia)

 

Scioglie la neve

quest’acqua che cola,

a scandirne il tempo

che batte

sul muro – la terra

strappata, sul bordo

e una placca

d’argento – la notte

che sembra silente

quando è  solo un’attesa.

Ognuno che tenta

che resta

che muore

che stretto si tiene

la vita

provata, stremata

ma drizza le spalle

la schiena e ritorna –

cammina, si ferma,

non chiede –

si rimbocca le maniche

abbassando lo sguardo.

 

 

(Noi, qui al centro. Un restare, un resistere fino allo stremo, perché l’amore per questa terra è superiore alle sue disgrazie)

No, non molliamo, nonostante tutto e tutti.