Si è conclusa ieri un’altra sosta di Visioni su Dissociazione Elementare.
Un percorso meraviglioso, un viaggio che continua. E se ancora si parla di questo libriccino, potrebbe significare che ha ancora qualcosa da dire.
Grazie al comune di Tolentino, al Sindaco Mauro Sclavi, per l’attenzione e l’ospitalità. A Fabio Pazzelli, a Cinzia, Roberto, Elisabetta, Giordano, per le foto.
Alle preziose amiche e collaboratrici, Anna Gatalskaya e Marta Giovannini, senza le quali, tutte queste avventure non sarebbero state possibili. Grazie a Cristiana Rimini per il suo contributo. Grazie alle persone che sono state presenti, a chi è sempre presente💙, a chi è passato, a chi ha lasciato un saluto e a chi ci crede come me, alla poesia che cambia, alla reinterpretazione di una interiorità fatta di immagini, luoghi, condivisioni. Una sorta di “invenzione del possibile” come scrive anche Italo Testa, quando diventa “figurazione – in un futuro radicale di un’utopia che si reinventa quale luogo di sperimentazione di forme in divenire”💙
Quando mi hanno chiesto di partecipare, non avevo capito quanto fosse meravigliosa questa iniziativa.
Me ne sono resa conto soltanto dopo, quando ho potuto vedere la bellezza di questo progetto.
“Una mostra che è nata dall’incontro e dalla collaborazione tra donne provenienti da otto Paesi diversi. Un segno tangibile che culture ed esperienze diverse non sono ostacoli, ma ricchezze da condividere. Una testimonianza di come la solidarietà femminile possa superare i confini e diventare una forza preziosa per tutta la comunità.”
Ogni fotografia ci rappresenta. Dentro a quelle immagini ci ritroviamo tutte intere, con la nostra forza e la nostra unicità.
Ringrazio l’Associazione Cittadini Dal Mondo, per avermi reso partecipe di questo progetto, Ewa Madrak, Oltica Carstiuc, Tania Catanares.
ringrazio le fotografe Anna Gatalskaya, Cristina Cecmac, Liliana Lay, Marta Giovannini e Emma Selimi per avermi ispirata con le loro immagini. Grazie a FabioPazzelli per le foto.
Un ringraziamento speciale al Sindaco Mauro Sclavi, la Vicesindaca Alessia Pupo, il Presidente del Consiglio Comunale Alessandro Massi Gentiloni Silveri, l’Assessore alla Cultura Fabio Tiberi, la Presidente della Commissione Pari Opportunità Alba Mosca;La Presidente della Consulta delle Donne Solidea Vitali, i Consiglieri del Comune di Tolentino e tutti coloro che hanno partecipato, per la loro presenza. L’Associazione Nazionale Carabinieri per il prezioso contributo, a Monia Giannini per la bellissima fiore-scultura Orchid Trio che ha donato atmosfera allo spazio espositivo.
Il servizio giornalistico è stato realizzato da Lucia Gentili de Il Resto del Carlino.
“Un’iniziativa che celebra la forza, la creatività e l’unità delle donne”
Grazie davvero per questa esperienza❤️
il mio piccolo contributo poetico potete leggerlo qui:
Il mio tempo è uno spazio interrotto, ecco il perché del ritardo, sempre e costante, nel dire anche semplicemente due parole. Ché poi, le mie, di parole, sono sempre di pancia, di quello che sento, quando un libro mi entra dentro.
Una poesia necessaria, una poesia politica, un dolore pubblico e condiviso da tutti che apre comunque alla speranza.
Ritroviamo un contatto con le immagini pronunciate, una lingua semplice che arriva fin dentro alla realtà di tutti.
Se la scrittura rappresenta per lei un modo di essere, ecco, è questo che mi ha insegnato e io lo uso, da sempre, per stare al mondo.
Anche se, questo mondo, è pieno di rospi che non si sono trasformati, Cenerentola muore ogni giorno.
Eppure. Mi dico – Ti dico –
Forse, non sono nemmeno quello che rimango.
Le strisce nere s’intrecciano e si sfilacciano, come quelle nuvole ricordi?
non col vento, ma dagli anni tesi e maltrattati, i mesi scuri, le domande cieche.
Dovrei ricominciare dai gesti antichi, dalle cose imparate, le mollette sui fili, i proverbi di mia nonna – ma –
siamo in tanti adesso, la casa all’ombra mi costringe
all’asciugatrice, la guardo girare, girare e girare – poi –
il mio ardire è riprendere le parole giuste, adesso profumate
e raccontare, scrivere finalmente del grande inganno
Ecco, ci sono momenti, nella vita, in cui, anche chi “lavora” con le parole, rimane sprovvisto, tipo io adesso. Perché non è soltanto un sogno avverato, è molto di più. È l’aver conosciuto persone di una bellezza straordinaria, che mi hanno insegnato altra vita, mi hanno insegnato a passare oltre, a risalire dal tunnel, attraverso lo strato buio in cui si precipita, in cui si rimane come in assenza di gravità. Accade allora di scomparire, di pensarsi come un innesto sbagliato e accanto alla “tossicità” ci si ammala, perché ogni cosa è contagiosa, nel bene e nel male. Questa vita che si rinnova, è stato anche un rifiorire, ricominciare a credere che, a volte, è ancora possibile ❤️
Grazie ad Anna Gatalskaya Marta Giovannini Cristiana Rimini che sono entrate dentro al mio io, dentro alle mie parole scomposte, fatte di urla e silenzio, di cadute ripetute e salvezze, in questa poesia che vuole andare oltre la comprensione, perché la poesia non deve essere capita, deve essere ascoltata, sentita, deve cadere dentro ed essere vista, guardata.
E poterlo raccontare qui, in questo luogo meraviglioso diventato casa, è un regalo che non dimenticherò mai.
Abitare la poesia è proprio questo, dirsi anche luogo❤️
E ancora, riuscire a piegare la parola per farla diventare voce, corpo e fotografia, “un atto scenico che supera la grammatica” e non solo in quel dirsi altrimenti, anche nel respiro e nella pausa tra un verso e l’altro.
Grazie all’ Associazione Turistica Pro Sarnano, al presidente AntonioArrà, a Roberto Tabarretti Simona Ascrizzi per averci sostenuto, al Comune di Sarnano – ufficiale per l’ospitalità al meraviglioso Polo Museale, a Giorgio Eleuteri e al sindaco Fabio Fantegrossi per la presenza ❤️ a Patrizia Batassa e Luca Tambella per l’amicizia, a Fabio Pazzelli, Anna e Vitali per le foto, a tutti voi che siete passati in questo giorno, il giorno dopo e in quelli a seguire.
Grazie ❤️
per qualsiasi informazione potete contattarmi qui 👇
Per i bilanci di fine anno c’è ancora tempo, anche se questo tempo, non riesco mai a rallentarlo. Siamo riusciti però a fermare un dettaglio, grazie a queste preziose amiche (Anna Gatalskaya, Marta Giovannini, Cristiana Rimini) che sono entrate dentro alla mia poesia fatta di cose, di luoghi, invisibilità e negazioni.
Un progetto ambizioso, quello di cambiare pelle alla poesia.
Un regalo bellissimo è quello di poterlo raccontare qui, in questo luogo meraviglioso che ormai è diventato casa.
Saranno delle festività poetiche, sarà un lasciarsi attraversare dalle immagini che non descrivono ma incarnano il testo.
Un Abitare la poesia❤️
Piegare la parola per farla diventare voce, corpo e fotografia, “un atto scenico che supera la grammatica”, non solo nella pronuncia, anche nel respiro e nella pausa tra un verso e l’altro.
❤️La poesia come suono che cerca un corpo, ecco, qui, al link che trovate di seguito, un’anteprima 📸
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