Dalet

 

Imparo lo spazio bianco adesso, il silenzio
rispettoso verso il non detto, dicono.
Questa porta sempre aperta ha l’interno cavo
un passato remoto scritto male
il passo zoppo inciampato sulla vita.
Porto ancora addosso tutta la curvatura delle vertebre –
il mio bacino dall’asse sbieco, non tiene l’equilibrio –
imparo il silenzio adesso, questo niente
creduto peso, il carico enorme sulla schiena compromessa – eppure –
insegnarsi a camminare, diventare strada unica
la via folle rincorsa davvero, l’unica verità su cui credere alla luce.

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