È soltanto un giro di tempo

 

E poi, le sere. In questo giro di tempo che torna, tutto insieme, tutto d’un tratto più grande dicono.
Il mio no, è sempre uguale, più corto forse, più colmo, più calmo.
Le luci si accendono più tardi adesso, la sera si riversa sul ciliegio selvatico e sul pino grande di là mentre mi chiudo più dentro mentre mi chiedo chissà che non vada bene così, in fondo.
Sta diventando caldo ormai, giù nel fosso le rane gracchiano nel buio delle nove e l’odore di terra arriva, umido dai pantani dei campi incolti.
Pochi i rumori qui dove la via finisce nel capanno, niente arrivi d’auto dei condomini ancora a casa ed il confine non è poi così male in estate penso e allora devo solo aspettare, aspettare la riga che richiude tutto questo luogo rimasto aperto. Tutta questa verità poggiata sulle mani stanche che lascerò rotolare giù nella discesa folle, sempre verso est, lì dove nascono le cose.
E non sarà più leggero il peso, le delusioni sono anelli di ferro attorno al collo, sarà forse un riconoscersi davvero dopo tutti questi giorni che non mi hanno vista mai quella giusta, sarà la spiegazione di ogni silenzio scelto che nessuno fino ad oggi aveva tradotto mai.
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[appunti del non viaggio]
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©LaScrittoressa

La festa della mamma è lei

Nasci, cresci, fai tante cazzate, diventi mamma, passano gli anni ma questa festa è sempre la sua. Di lei che ti tiene per mano anche adesso ogni volta che vuoi scappare più lontano, di lei che sa usare bene l’ago e filo e ti ricuce ogni strappo, anno dopo anno, con la pazienza di chi rammenda qualcosa da tenere. Di lei che si fa medicoinfermiere, la cura di ogni giorno sulle ferite aperte, ogni volta, come prima. Di lei che si divide in mille parti più tre e poi ancora per quattro, che aspetta le parole, che capisce quelle brevi e conosce ogni silenzio.
Per tutti “la mamma è sempre la mamma”, ma io dico che alcuni di noi sono più fortunati.
Ad esempio noi tre♥️
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150 parole

 

 

Disegno case con finestre a quadri sul vetro che s’appanna, ripenso a noi. Abbiamo fatto l’amore sotto casa tua, mentre le auto andavano, tornavano, le strisce di luce a rigarci la pelle poi i soliti discorsi, sai mi vedo con altre non vorrei ci rimanessi male, però la vita è così, niente sarà più come avrebbe dovuto essere;
Adesso torno al tavolo dove ho lasciato l’impasto della crostata a riposare; tra le mani lo misuro, il forno è acceso. Continuo ogni giorno a fare le cose inutili di sempre che vuoi che ti dica, accendo la radio e poi una sigaretta, L’acqua ha smesso di fare rumore, guardo fuori c’è la tua auto qui. Non può essere mi dico, apro la porta e ci guardiamo come due lupi dello stesso branco, non parli, ti abbraccio. Ti dico che non posso, devo restare. E la crostata continua a bruciare nel forno.
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[Paragrafi]