150 parole

 

 

Disegno case con finestre a quadri sul vetro che s’appanna, ripenso a noi. Abbiamo fatto l’amore sotto casa tua, mentre le auto andavano, tornavano, le strisce di luce a rigarci la pelle poi i soliti discorsi, sai mi vedo con altre non vorrei ci rimanessi male, però la vita è così, niente sarà più come avrebbe dovuto essere;
Adesso torno al tavolo dove ho lasciato l’impasto della crostata a riposare; tra le mani lo misuro, il forno è acceso. Continuo ogni giorno a fare le cose inutili di sempre che vuoi che ti dica, accendo la radio e poi una sigaretta, L’acqua ha smesso di fare rumore, guardo fuori c’è la tua auto qui. Non può essere mi dico, apro la porta e ci guardiamo come due lupi dello stesso branco, non parli, ti abbraccio. Ti dico che non posso, devo restare. E la crostata continua a bruciare nel forno.
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[Paragrafi]

La sostanza delle cose

Il vento dei giorni passati ha rimescolato il mare.
Conto i sassi levigati dal sale a gruppi di tre, cerco sempre le parole giuste come conchiglie intere quelle non calpestate per ripeterle ancora una volta, per non restarmene sempre senza quando mi serviranno.
La luce a filo d’acqua sta mentendo a un dicembre caldo un gennaio senza increspature di freddo poi anche febbraio ed è come quello star bene eppure, stare, senza che sia il tuo posto davvero.
Resto ancora un po’ qui che sa di casa, di cose tutte insieme e di anni tutti in fila di ore messe sul collo una sopra l’altra, questo rimanere ancora per vedere se davvero arrivi tu e mi vedi e mi abbracci da dietro mentre io sorrido mi giro chiudo gli occhi e mi insegni quel bacio che ho dimenticato.
In ogni tu c’è un sasso che tiro più lontano invece.
Continui a camminarmi dentro gli ultimi inverni risolti mentre penso che nessuno sia mai riuscito davvero a capire questa sostanza a capire quell’unica cosa che racchiude un numero due e più, questa semplicità di darmi la mano e dire soltanto Non aver paura, ci sono io.
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[Paragrafi]
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[Photo by @kulturtava on Twitter]

Controluce

Dalla parte del mare la collina ancora spoglia confonde.
Controluce appoggi una mano al vetro freddo, qui la neve è vicina, l’aria arriva sfacciata e si attacca alle pareti alle piante ai fiori del ciliegio selvatico che rinasce, ogni anno, ogni volta, dopo la neve che lo ha piegato, lui resiste.
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[appunti del non viaggio]
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