La poesia delle cose

 

Abbiamo scelto questo luogo perché oltre alla bellezza, ciò che ci accomuna è la cura nella scelta dei particolari, come in questo libro, la scelta delle parole.

 

Qui, ci sono anche le cose disfatte, rotte, rovinate, che vengono prese e rimesse a nuovo. In questo libro, ci si sente rotti, spezzati, però c’è questo volersi vivi – sopra tutto – nonostante.

 

Ci sono molti riferimenti all’interno del libro che riprendono alcuni oggetti, ad esempio il sale, che nella nostra tradizione marchigiana è un po’ quello che crediamo ci salvi dall’invidia e dalla cattiveria. Si mette anche dentro l’acqua per vedere se scende o si solidifica. Tradizioni popolari.

 

Poi ci sono i riferimenti alla natura, qui ci sono fiori dentro a ciondoli o anelli, incastonati e fermi nella loro bellezza che dovrebbe rimanere eterna.

Questo è il lavoro che fa la resina, no? Lasciare la trasparenza su qualcosa che di fatto, rimane se stesso. La poesia è una possibilità di rimanere se stessi in fondo, o comunque, di riappropriarsi dell’io non più autentico perché messo in discussione. Tornare a ricongiungersi, a vedersi, a splendere.

Piccoli pezzi che si ricompongono come con la poesia.

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Qui trovate alcuni testi di quest’ultima raccolta intitolata Dissociazione Elementare. Sono stati messi accanto alle cose che più somigliano al contenuto dei componimenti.

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Per tutti i riferimenti c’è questo sito, dove c’è molto anche da leggere, dalle poesie, ai racconti brevi, ai frammenti di pensieri, riflessioni su diari.

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Buona lettura.

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Dissociazione Elementare

Dissociazione Elementare

DISSOCIAZIONE ELEMENTARE di Silvia Gelosi (Arcipelago itaca; ISBN: 979 12 80139 47 4; MARI INTERNI – Collana diretta da Danilo Mandolini; prefazione di Gian Mario Villalta; pagg. 88; € 15,00).
La scheda del volume è scaricabile qui:

https://cdn.shopify.com/s/files/1/0248/5823/0883/files/Scheda_DISSOCIAZIONE_ELEMENTARE_di_S._Gelosi.pdf?v=1656323335
Il volume è acquistabile sia tramite il sito della casa editrice, sia su ibs al link:

https://www.ibs.it/dissociazione-elementare-libro-silvia-gelosi/e/9791280139474?inventoryId=422395436&queryId=75e4eea1fe6db1ed733fbab8b748c367

qui, su AMAZON:
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e in tutte le librerie.
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link della mostra fotografica qui 👇❤️📸

https://hhatalskaya.wixsite.com/visionidissociazione

Il grappolo d’oro

 

Guarda come eravamo ♥️

[eravamo giovani, con un orologio fermo, con le Marlboro light lunghe, con i Police nelle orecchie, le cene a mezzanotte. I panini con la birra, i caffè con le mance, i sogni da raggiungere, i progetti da realizzare, le malinconie a misurare le distanze. Gli amori smisurati, dannati e inconsapevoli.
Chissà se siamo ancora noi o se torneremo a guardare lo stesso luogo con lo stupore di allora. Forse è cambiato il vento, forse siamo arrivati prima che qualcosa avesse potuto accadere davvero. Siamo sul ciglio, in attesa non si sa più di cosa, tutta la vita.]

Grazie Stefano Meriggi e Giusy che conservate quella parte di me che ancora non muore ♥️

Festa del Grappolo d’oro

Potenza Picena

Settembre 1994

Riflessioni

[i contenitori che avevo sono rimasti pieni di niente, cianfrusaglie impolverate dagli anni nelle fessure scurite.
C’era una magia lì fuori invece, o sembrava ci fosse mentre caricavo borse sul passeggino e camminavo a piedi e mi sorprendevo di quell’albero lì ma guarda le prime viole, i fiori, la montagna rigata dall’ultima neve. I muri, i ciottoli, gli odori dei vicoli, del forno, della strada, delle auto, di tutto un tempo sospeso sembrato di qualcun altro.
Oggi piove e sono due secoli. Il passeggino è in soffitta nello scatolone e per uscire prendo un’altra strada. Non è più lo stesso luogo, non sono più quella che credeva all’errore. C’è una sospensione di maldicenza, un’indifferenza stratificata che mi ha insegnato come chiudere la porta e la bocca.
Guardo spesso dalla parte opposta adesso, il ciliegio nudo ancora, senza l’innesto buono è lì anche lui in bilico sul ciglio della terra piena di sassi, devo imparare la direzione giusta, la luce vera. Mi dico comincia a respirare e smetti di contare.]
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Grazie a Sergio Daniele Donati che con le sue riflessioni ha ispirato le mie.

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Tutte le cose che sai

Le notti, quelle in cui tira vento come adesso, quelle in cui scricchiola tutto e non dormi perché i pensieri si arrotolano l’uno sull’altro e sei costretta ad aprire gli occhi ogni volta, ogni volta che s’incanala tra i viottoli e fa sbattere le catene dei canali di scolo dei balconi, mi torno in mente. Mi torna in mente com’è che ero, senza filtri, senza fili, senza niente che potesse tenermi, solo gli ideali e qualche punto malfermo.
Non lo sapevo che cosa avrei fatto da grande, non lo so neanche adesso, di sicuro volevo andarmene. Poi la vita accade il più delle volte mentre le cose ti portano via, ti allontani troppo come chi non teme la distanza, invece.
Allora ti racconto degli anni scorsi, del tempo svergognato che ha spogliato ogni mio giorno per non morire senza un rimpianto e mi rendo conto che è una fratellanza lo sguardo sulle cose, tutto quello che ci accomuna alla terra nostra. Perché quando ti dico del mare è lo stesso che vedevi tu, quando ti racconto di quella strada, di ogni posto, tu ne conosci il nome e tante cose non te le devo spiegare, tu le sai. Quando provieni dallo stesso luogo sembra quasi un appartenersi, è la voce del gergo, è qualcosa che sta negli occhi, qualcosa che proteggi per non rompere la strada.
Si deve cadere molte volte per capire come camminare tra gli scogli vero? Che vuoi che ti dica ora, qui ce ne sono tanti, non ho mai avuto le scarpe giuste per non inciampare, il vento passa tra la montagna e scopre tutta la collina qui schiaffeggiando ogni parte scura. L’aria è troppo alta.
Non ho più il mare adesso.
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[appunti del non viaggio]