.
Nun
(Quattordicesima lettera)
#alfabetoebraico
.
Guardami, sono io l’inciampo, la caduta
un pesce rimasto senz’acqua, senza luogo
senza più nulla di ciò che gli era appartenuto.
Mi dici impara, da questo peso deformante
mi dici torna, alla consapevolezza del bene
ma lo spazio tra le lettere è muto, non attende.
Mi dice la distanza, la piega del collo invece,
il passo indietro per sottrazione, la cura
è un vaso rotto, senza sutura ogni taglio.
Risalgo, rallento, da troppo tempo ferma
e disattenta, fino alla prossima buca
guardo dove metto i piedi, le mani, le parole.
Riprovo.
Ricomincio.
.
#alfabetoebraico
Mem – (tredicesima lettera)
.
Trentotto, il numero da moltiplicare per quaranta –
l’aderenza del veleno alle spaccature – per l’esondazione senza distillazione.
L’armistizio, prima dell’indulto.
.
Ho guardato per anni l’esondazione, l’avvelenamento,
la contaminazione delle cose che credevo di proteggere.
Quaranta settimane per sentire un suono sordo che non so
se può chiamarmi per davvero, le quaranta moltiplicazioni ripetute
senza il giudizio della purificazione, soltanto per ripetere l’errore.
E non ho imparato neanche la distillazione, sono io la causa
del veleno, senza antidoto ho fatto piovere non pensando allo straripamento
al riassorbimento di tutti i tempi stuprati, ho chiuso l’uscita, perché
quel veleno non entrasse ancora; aderisce alle pareti, fa spessore, ora.
Qui dentro sono tutta a pezzi, la spaccatura ha rotto gli argini e guarda
tutti i miei peccati adesso, questo poter credere di creare, invece
di trasformare ciò che non si plasma, le braccia stanche, la fatica
di stare sempre in una eterna notte, la paura del buio quando
sta cambiando anche me, lo vedi? Adesso sto crollando piano
nel silenzio dei giorni, sotto strati grezzi che sto mettendo in riga,
pagina dopo pagina, lettera dopo lettera per arrivare a comprendere
il significato vero, il posto giusto che mi faccia restare.
Mi accordo.
Mi fermo.
.
#alfabetoebraico
.
Ma guarda come diventano le sere di maggio quando la luce rivuole il suo spazio. Lo infilza tra una pioggia e l’altra mentre si apre la spaccatura che lo inghiotte.
===
Questo testo concorre al concorso Shottini, organizzato dal Penelope Story Lab.
#shottini #concorsoshottini #shottinomarea #penelopestorylab Penelope Story Lab
.
.
Chi arrivava per primo sceglieva lo scoglio da cui ci saremmo tuffati, funzionava così tra noi.
Il mattino presto, dopo le barche dei pescatori, la bassa marea, l’acqua pulita.
L’estate era questa cosa qui.
Nei giorni in cui faceva brutto tempo, con una felpa e il cappuccio, guardavamo la tempesta, il caffè in mano mentre tu mi dicevi Me ne devo andare.
Non sono mai stata brava con le parole io, ho sempre pensato che nessuno se ne va davvero da un posto quando ha qualcosa a cui tiene.
Chissà quanto urla una coscienza, mi chiedo. Forse non basta il silenzio dell’acqua, non basta girare la vela.
Continuo a venire qui ogni sabato mattina, non mi tuffo più. Ho sempre pensato che avrei potuto dirti qualcosa quel giorno, ho sempre pensato che non sarebbe cambiato niente. Hanno aggiunto troppi massi qui, adesso, l’acqua è lontana e tu laggiù in fondo.
Imparare come una preghiera/
il vivere storto che non può alzarsi
se non / per dissociazione/ ma tu insegnami.
.
Ma cosa vuoi che ne sappia io.
Io sono quella che cerca di imparare, quella
che non capisce fino in fondo, perché non può
esserci tutto questo niente, tutto questo spreco
d’amore che non salva mai nessuno.
Dimmelo tu come fai, a farti insegnare la pace dello stare
la benedizione dei giorni uguali mentre fuori esplode il mondo.
Cosa contengo te lo ripeto in ogni riga, in ogni lettera
di questo alfabeto che mi somiglia, che mi ripete.
Non sarò mai insegnante io, rimango studentessa attenta
indisciplinata e incostante, resto nel banco in fondo,
ho perso il filo, la conoscenza sfacciata, non sono più tornata.
Ho formato una classe storta adesso, non sono brava
neanche come capoclasse. Guarda come
fanno tutti, mi dico,
basta non aver paura, che ci vuole, ma vedi – la verità sta tutta nelle prove –
in questo mondo qui io, non riesco a viverci senza la mia dissociazione.
Ritento.
.
Questo sito Web utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza. Se continui ad utilizzare il nostro sito web, dai il consenso ai nostri cookie. Accetta
Privacy & Cookies Policy
Privacy Overview
This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.