Sottopelle

 

“- Come una pelle di tutto quello che siamo -”
– Che sia questa la felicità di cui parlavamo Monsieur?
– Forse perché un po’ mi appartiene, le appartiene Madame.
– che sia troppo tardi Monsieur?
– Forse Madame.
– Forse sono solo il segnalibro rimasto a pagina novantanove. Sono lo spazio indefinito tra la vita che ci vive e quella che fugge.
Forse noi ci siamo rimasti sottopelle Monsieur.

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[Paragrafi]

Le verità

“Ci sono giorni in cui il ricordo di te mi fa prendere a calci tutte le parole che ho messo da parte. La verità di cui parli è un muro alto appena sopra la testa eppure io non so salirci. O forse riuscirei ad arrampicarmi ma sarebbe troppo difficile passare dalla parte opposta fingendo di aver fatto la cosa giusta.
Ci sono giorni in cui osservo tutto questo non dire, è come facesse un giro in tondo senza fermarsi mai.
Dovrei darti ascolto, dovrei scriverlo davvero il vero, tutto ciò che ogni volta il peso ha rovesciato, la mia misurazione dei giorni in silenzio, la conta di una fine che non finisce. Ogni filo spinato che ha ferito carne e pancia, ogni rinuncia e i miei “non importa”.
Invece ricalcolo i verbi e a ritroso allento le morse, tengo la luce accesa guardando gli spigoli delle ombre agli angoli delle porte. Aspetto che tu torni un giorno o una sera chissà magari poco distante da qui per riuscire a guardarti, prima che il ricordo sbiadisca, per dirti con la voce tremolante che non ce l’ho ancora fatta, che mi devi stringere forte un momento solo, che mi devi guardare dritto negli occhi perché tu sei cura, per i tagli per le ferite dalle lame vive; perché senza che tu smetta di salvarti puoi salvare anche me.”
[Paragrafi]
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Buone Feste ♥️

 

Amarsi è come avere addosso un salvagente, come sopravvivere in questo mare mosso e imprevedibile che ti porta, ti prende, ti lascia, ti abbandona.
Ricucirsi nonostante il sale e rimanere sul filo, senza affondare senza lasciarsi.
Un giorno alla volta, perché la vita la misuri con gli occhi, con quello che vedi e le parole che lasci.

Buone Feste ♥️

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Ognuno può diventare soltanto se stesso

Ormai per il freddo tutto è chiuso. Per via dell’autunno sì, arrivato così da un giorno all’altro senza nemmeno un po’ di pioggia un po’ di cielo scuro insomma senza far immaginare nulla, soltanto la seconda metà di ottobre ecco, giusto quella.
Guardi fuori dalla parte del mare, verso est, che poi il mare non lo vedi comunque perché ci sono le colline, gli altri paesetti la terra e tutta terra cielo terra e cielo ancora e ancora e lì ti viene da pensare. Ti ricordi cose, persone di una vita fa in cui eri talmente diversa da non sembrarti neanche tu. Eppure.
Tu eri quella che. Quella che il tempo oggi ha piegato in quattro.
Non ti vedi più.
Aspetti ogni giorno guardando più a nord, la prima neve i primi passi le prime parole, non c’è più alcun dubbio, non c’è mare. Tanti gli errori, forse qualche rimpianto.
Un come stai perché vatuttobene.
Adesso sei spazio tra le righe, cancellate poi riscritte, mille anni divisi in due parti del prima e dopo.
Ti ricuci ogni notte. Ago e filo una trama che di giorno si disfa. Poi un passo avanti all’altro lo sguardo basso il respiro corto nell’aria fredda sempre e i giorni in fila, anno dopo anno però tu ferma dove è cominciato, chiudi gli occhi e in quel mondo parallelo sorridi, perché te lo ricordi bene, ancora.

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[Appunti del non viaggio]

Chi sei

 

Chi sono io?
La Marlboro con i Police nelle sere d’estate, sullo sfondo di un piccolo Borgo che guarda l’orizzonte oppure la corsa delle mattine fredde tra i muri scrostati.
Il tempo trascorso, mille me andate mai ripetute chieste indietro senza averne mai più, chi cerco alla fine è soltanto una parte, non ha silenzio, non ha lo spazio. Coagulata in mezzo a grumi di parole dette dagli altri, luoghi calpestati senza impronte soltanto ore alternate agli inverni e ogni tanto un po’ di mare.

(paragrafi)
(Appunti del non viaggio)

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[Michele Mobili Photo – Elisa Gelosi Model]