E poi, metà di ottobre

È ancora ottobre sulle foglie sulle strade
le campagne con la nebbia al mattino presto e controluce
i panni stesi a filo d’aria, bastano due ore e sono asciutti.
È il silenzio che inventa, l’appartenenza non esiste qui
come un figlio clandestino da non mostrare
come un peccato che non sarà mai assolto
questo. Riempito poco a poco di me senza
averlo scelto mai davvero e poi, a contare le ore
i ricami di questo buio cieco dove manca la luce della strada
quel sole, che qui mi vede solo troppo tardi.
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©LaScrittoressa

Tre di quattro

 

Ti ricordi quand’era primavera?
Ricominci a cicli adesso
è più notte senza il rumore
di chi non dorme a fianco,
il silenzio esteso non dissolve
le mancanze e un latrare di cani intorno casa
fa tremare quello che ti scuote ancora dentro
non si muove per davvero ma ti aggrappi
aspettando che si assesti
ogni parte ogni pezzo ogni giorno.
Piano piano troverai la parte esatta
l’ortografia illesa e sarai nome nuovo
la domanda, quella parte che di me sarà migliore.
©LaScrittoressa

🖤

 

Il tuo silenzio adesso non è più cosa viva.
Rimane senz’aria lo spazio prima tuo
l’ordine pulito e tutto sempre acceso
anche la notte ormai non ha più voci
solo il vento oltre i muri spessi batte i pugni
batte sullo sterno di chi rimane, qui e senza
senza più l’equilibrio ricucito dal di dentro.

©LaScrittoressa

[chissà se cosa pensavi mentre raccontavo la verità che non sapevate! Ora che sei libero, mettici lo zampino ogni tanto, per continuare a ridere come quando c’eri tu]

Ciao🖤