
Ci sono quelle sere
di un ultimo aprile
che ti vengono incontro –
un sole sbiadito, l’aria più corta
e tu rimani centro
quasi invisibile, un sembrare
l’estate, un profilo e poi
sparisci con lui.

Ci sono quelle sere
di un ultimo aprile
che ti vengono incontro –
un sole sbiadito, l’aria più corta
e tu rimani centro
quasi invisibile, un sembrare
l’estate, un profilo e poi
sparisci con lui.

La confusione di queste rondini, che non sanno dove andare mentre piove somiglia alla mia, mentre apro la finestra per cercare un colore – che non sia il grigio – di questa primavera sbattuta dal vento.

Aprile è un colore viola
chiaro, uno sfondo bianco
leggero nel vuoto a perdere –
poi il vento freddo
mentre avanza un sole
di scarto, di lato
e un po’ di neve.

Questo sole sparso dal vento,
la luce della neve che ti rimanda indietro –
la sicurezza di quest’inverno che rimane.
Esco un attimo dal mondo.
Guardami tra le pagine bianche,
da sempre il mio ostaggio senza nome.