
“La poesia non serve a niente e proprio per questo è indispensabile” dice M. G. Calandrone. Fare poesia è creare un luogo in cui immergersi nelle parole. Fare poesia è darsi il tempo di ascoltare il proprio respiro, di guardarsi dentro e tirare fuori quello che sentiamo in quel momento, scrivendolo. Fare poesia è un modo per parlare e sentire con tutti i sensi e in molti sensi. È giocare con le parole, con le loro combinazioni e sperimentare un linguaggio diverso per dire ciò che ci preme dentro e vuole uscire.
Perché scrivere? Si scrive perché, a volte, non si riesce a dire anche le cose più semplici. Oppure quando, ad esempio, una giornata è del tutto normale ma ti resta attaccata addosso lo stesso. O ancora, perché a volte, anche le cose piccole che ci succedono, o quelle che sembrano non succedere mai, hanno bisogno di un posto dove stare. Dire una verità obliqua, come dice anche Isabella Leardini nei suoi laboratori. Ascoltare il ritmo che hanno il nostro respiro, perché noi siamo come una metrica. Il peso, che hanno le parole e quindi sceglierle con cura, comunicare con gli altri ma prima di tutto con noi stessi. Ascoltarsi e attraversare questo “ponte gettato sull’assenza”.
Abbiamo iniziato così la nostra chiacchierata a scuola, è stato bellissimo conoscere le ragazze e i ragazzi dell’istituto Ipsia Frau di Sarnano (soprattutto grazie a tutti dell’ascolto e dell’attenzione che avete riposto in questo mini laboratorio) e ancora più bello è stato vederli scrivere.
Per tutto questo, ringrazio il Presidente Giampiero Feliciotti, per averci dato la possibilità di un viaggio nella città dall’eterna bellezza che è Roma, alla professoressa Elisa Biaggi per la fiducia che ha risposto nelle mie parole, alla dirigente Simona Sargolini, a Pina Gentili per l’organizzazione e coordinazione dell’evento a cui siamo stati invitati a partecipare e ai premi che i ragazzi hanno vinto, donati dalla Presidente Patrizia Clementoni. Al presidente del Centro Studi Marche Dott. Antonelli, all’Avv. Daniela Spinaci, Presidente della Commissione Scuola del I Municipio di Roma Centro, per il loro impegno, al Presidente della Commissione VII Patrimonio e Politiche Abitative Roma Capitale per l’accoglienza. Un ringraziamento particolare al professor Marco Onofrio per la lettura e il commento di tutti i testi pervenuti con la bravura e la sensibilità che lo contraddistinguono.
Davvero grazie al CeSMa, alla CIAS (Centro Internazionale Amici Scuola) per questa meravigliosa opportunità e soprattutto per la divulgazione della cultura.
Un’esperienza che mi ha arricchito, che mi ha commosso e reso ancora più consapevole di tutto quello che può fare La Poesia.
Grazie ❤️





