Al mio papà (che ho sempre chiamato babbo).
Io invece, mi ricordo, ancora, adesso.
La pizza con i carciofini da zia Marisa, la schedina del totocalcio e la mia colonna da compilare, i compiti che non sapevo fare da sola e ti aspettavo la sera quando tornavi.
Le gite con le suore, la campagna da zia Dina.
Nel calendario a cubi, cambi ancora il giorno, ogni mattina, gli angoli si sono fatti tondi come tutto quello spazio che si è rimpicciolito.
Il gatto con gli stivali dell’antologia grande, ora, ce l’ho sulla scrivania, in mezzo a tutto il mio ordine sparso di libri sottolineati e stropicciati, la televisione non la guardo più.
Mi ricordo le risate davanti ai film di Don Camillo, durante le partite a carte, però le delusioni che ti ho dato forse sono di più, perché sono sempre stata quella che cercava di non dare fastidio ma che comunque non ascoltava nessuno e poi non ci azzeccava mai. Nemmeno oggi.
Sei sempre lo stesso ma, anche se non lo dici, hai paura, perché la vita è diventata corta ed è come la coperta del divano, la tiri su e ti manca sempre un pezzo.
Torni giovane ascoltando i tuoi cantanti, ricordando le balère, le sere d’estate e tutto quello che non c’è più.
Però bisogna festeggiarla sempre questa festa, che è per te e per chi come te, nonostante la vita incasinata, i problemi di tutti e le ingiustizie, ti sei sempre preso cura di noi.
E allora, auguri a te
che mi hai insegnato il cinque maggio di Manzoni, che mi hai spiegato la bellezza, anche del mio nome, perché Leopardi se lo ha scelto vuol dire tutto.
Mi hai insegnato ad andare senza rotelle, le preghiere e le indulgenze, il pane e la sacralità della domenica mattina, la lettura dei libri, ma soprattutto, la sincerità e l’onestà.
Anche troppa forse, mica come quegli altri lì.
Mi hai insegnato la trasparenza che ha sempre fatto di me la Bambina di Vetro. Sono come lei.
Anche oggi, che la vita poi è andata dove gli pare e non fa mai quello che gli dici, tra tutte queste attaccature sui vetri rotti, lì dentro c’è ancora quella piccola creaturina che voleva stare sempre in braccio e ripeteva continuamente che avrebbe sposato uno come te.❤️
