Quando mi hanno chiesto di partecipare, non avevo capito quanto fosse meravigliosa questa iniziativa.
Me ne sono resa conto soltanto dopo, quando ho potuto vedere la bellezza di questo progetto.
“Una mostra che è nata dall’incontro e dalla collaborazione tra donne provenienti da otto Paesi diversi. Un segno tangibile che culture ed esperienze diverse non sono ostacoli, ma ricchezze da condividere. Una testimonianza di come la solidarietà femminile possa superare i confini e diventare una forza preziosa per tutta la comunità.”
Ogni fotografia ci rappresenta. Dentro a quelle immagini ci ritroviamo tutte intere, con la nostra forza e la nostra unicità.
Ringrazio l’Associazione Cittadini Dal Mondo, per avermi reso partecipe di questo progetto, Ewa Madrak, Oltica Carstiuc, Tania Catanares.
Un ringraziamento speciale al Sindaco Mauro Sclavi, la Vicesindaca Alessia Pupo, il Presidente del Consiglio Comunale Alessandro Massi Gentiloni Silveri, l’Assessore alla Cultura Fabio Tiberi, la Presidente della Commissione Pari Opportunità Alba Mosca;La Presidente della Consulta delle Donne Solidea Vitali, i Consiglieri del Comune di Tolentino e tutti coloro che hanno partecipato, per la loro presenza. L’Associazione Nazionale Carabinieri per il prezioso contributo, a Monia Giannini per la bellissima fiore-scultura Orchid Trio che ha donato atmosfera allo spazio espositivo.
Il servizio giornalistico è stato realizzato da Lucia Gentili de Il Resto del Carlino.
“Un’iniziativa che celebra la forza, la creatività e l’unità delle donne”
Grazie davvero per questa esperienza❤️
il mio piccolo contributo poetico potete leggerlo qui:
Oltre la tela, Itaca siamo noi.
E non brucerà.
Dire/Fare/Baciare/
Restare/Prendere/Lasciare/
Con ta re / re sis te re/
Mi
conto
gli anni, le rughe,
le righe dei tagli
i sorrisi
senza le maschere Bianche.
Mi
cerco
tra gli alberi, le storie, i corridoi
gli ospedali, le croci
in fila negli anni.
Mi
guardo
attraverso le stagioni,
fiorire, sfiorire
nel suo circuito naturale.
Lo specchio
– infallibile cecchino –
che punta sempre dritto
e mai si sbaglia
mi
attraversa –
mi rimanda
– indietro –
dove resta una verità
sconsacrata
ma
– guardami –
sono sempre io
che sistemo
che aggiusto la vita,
le parole, i fantasmi
mentre ogni cosa
mi cammina accanto.
Chi sono alla fine?
Chi siamo tutte?
Davvero restiamo le figlie
di quelle che non sono
riusciti a bruciare? Eppure,
mi dico, bruceremo ancora
di gioia, dolore,
fatica e libertà.
Bruceremo ancora
bandiere
che non sono le nostre
perché la storia
di noi
è scritta lì
sulla schiena.
Indossiamo una Mappa
silenziosa
come preghiera.
Siamo il lancio
nel vuoto
i passi grandi
che arrivano
sempre più lontano.
Mi
fermo
Mi
ascolto
e penso
Il tempo vuoto
che non ho avuto
adesso ride di me
Cigola l’altalena
– è vuota è un canto –
di sirena
– è l’oscillazione
è l’ascolto –
di un silenzio pieno
la traduzione
del linguaggio
di noi come verità
di noi come corpo
e come il telaio
di Penelope
in cui teniamo il filo
di tutto.
Quel filo è un io
che diventa plurale
rompendo la misura
di una presenza
sacrificale
e allora
– io credo –
siamo anche questo
siamo poesia
siamo canto
siamo oralità
tramandata
memoria condivisa.
Conto ancora gli anni
e non avrò mai
la mia età.
Nessuna di noi
avrà la sua età.
Il tempo
È sempre
Adesso.
🩷