Mostra fotografica Benessere Della Donna Politeama Tolentino

Quando mi hanno chiesto di partecipare, non avevo capito quanto fosse meravigliosa questa iniziativa.

Me ne sono resa conto soltanto dopo, quando ho potuto vedere la bellezza di questo progetto.

“Una mostra che è nata dall’incontro e dalla collaborazione tra donne provenienti da otto Paesi diversi. Un segno tangibile che culture ed esperienze diverse non sono ostacoli, ma ricchezze da condividere. Una testimonianza di come la solidarietà femminile possa superare i confini e diventare una forza preziosa per tutta la comunità.”

Ogni fotografia ci rappresenta. Dentro a quelle immagini ci ritroviamo tutte intere, con la nostra forza e la nostra unicità.

Ringrazio l’Associazione Cittadini Dal Mondo, per avermi reso partecipe di questo progetto, Ewa Madrak, Oltica Carstiuc, Tania Catanares.

ringrazio le fotografe Anna Gatalskaya, Cristina Cecmac, Liliana Lay, Marta Giovannini e Emma Selimi per avermi ispirata con le loro immagini. Grazie a FabioPazzelli per le foto.

Un ringraziamento speciale al Sindaco Mauro Sclavi, la Vicesindaca Alessia Pupo, il Presidente del Consiglio Comunale Alessandro Massi Gentiloni Silveri, l’Assessore alla Cultura Fabio Tiberi, la Presidente della Commissione Pari Opportunità Alba Mosca;La Presidente della Consulta delle Donne Solidea Vitali, i Consiglieri del Comune di Tolentino e tutti coloro che hanno partecipato, per la loro presenza. L’Associazione Nazionale Carabinieri per il prezioso contributo, a Monia Giannini per la bellissima fiore-scultura Orchid Trio che ha donato atmosfera allo spazio espositivo.

Il servizio giornalistico è stato realizzato da Lucia Gentili de Il Resto del Carlino.

“Un’iniziativa che celebra la forza, la creatività e l’unità delle donne”

Grazie davvero per questa esperienza❤️

il mio piccolo contributo poetico potete leggerlo qui:

Oltre la tela, Itaca siamo noi.

E non brucerà.

Dire/Fare/Baciare/

Restare/Prendere/Lasciare/

Con ta re / re sis te re/

Mi

conto

gli anni, le rughe,

le righe dei tagli

i sorrisi

senza le maschere Bianche.

Mi

cerco

tra gli alberi, le storie, i corridoi

gli ospedali, le croci

in fila negli anni.

Mi

guardo

attraverso le stagioni,

fiorire, sfiorire

nel suo circuito naturale.

Lo specchio

– infallibile cecchino –

che punta sempre dritto

e mai si sbaglia

mi

attraversa –

mi rimanda

– indietro –

dove resta una verità

sconsacrata

ma

– guardami –

sono sempre io

che sistemo

che aggiusto la vita,

le parole, i fantasmi

mentre ogni cosa

mi cammina accanto.

Chi sono alla fine?

Chi siamo tutte?

Davvero restiamo le figlie

di quelle che non sono

riusciti a bruciare? Eppure,

mi dico, bruceremo ancora

di gioia, dolore,

fatica e libertà.

Bruceremo ancora

bandiere

che non sono le nostre

perché la storia

di noi

è scritta lì

sulla schiena.

Indossiamo una Mappa

silenziosa

come preghiera.

Siamo il lancio

nel vuoto

i passi grandi

che arrivano

sempre più lontano.

Mi

fermo

Mi

ascolto

e penso

Il tempo vuoto

che non ho avuto

adesso ride di me

Cigola l’altalena

– è vuota è un canto –

di sirena

– è l’oscillazione

è l’ascolto –

di un silenzio pieno

la traduzione

del linguaggio

di noi come verità

di noi come corpo

e come il telaio

di Penelope

in cui teniamo il filo

di tutto.

Quel filo è un io

che diventa plurale

rompendo la misura

di una presenza

sacrificale

e allora

– io credo –

siamo anche questo

siamo poesia

siamo canto

siamo oralità

tramandata

memoria condivisa.

Conto ancora gli anni

e non avrò mai

la mia età.

Nessuna di noi

avrà la sua età.

Il tempo

È sempre

Adesso.

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