
Guardi un’onda alla volta per spiegarti il conto dei giorni incastrati nella distanza che c’è tra te e il mare.

Guardi un’onda alla volta per spiegarti il conto dei giorni incastrati nella distanza che c’è tra te e il mare.

L’ora esatta a specchio
nell’inverno inoltrato
a cucire gli spazi –
distanza che trattieni
a un fil di ferro
a un grumo di sangue –
quel che non accade
ostinato ti toglie
quell’ora di vita,
ladra e sicura
del tempo che devi.

Cadere
in mezzo
a vicoli
sbagliati –
un grido
che torna
a terra
senza illusione.
( in foto: vicoli di Sarnano, Mc, Marche)

Il Natale rappresenta sempre un po’ la conclusione di un anno passato, tutto l’accaduto, i propositi e i progetti per quello dopo.
Non si cambia mai davvero, si torna, si va o si resta. Ci si adatta, forse si diventa più cinici, più ottimisti, più bugiardi, chissà se il guarire porta tutti con sé oppure lascia inevitabilmente indietro qualcuno…
Non si diventa più buoni, non si diventa cattivi. Ognuno è. E resterà così, basta piacersi o accettarsi.
Più che augurarvi serenità, che io vedo come una destinazione, vi auguro un percorso che sia scoperta, meraviglia e allegria, che possiate viverlo soprattutto con chi sceglierete, per mano, per proseguire nella stessa direzione – perché la condivisione è la cosa più bella.
In attesa di cose più interessanti e pubblicazioni future, vi lascio un racconto, per chi vorrà leggerlo, scaricabile dal link in pdf.
Buona feste❤
FUORI DAL PALCO DOC racconto breve

Sotto il peso
di un cielo che piove
quest’aria denuncia
il rifiuto di un tempo
che trema tra rughe
e crateri mai chiusi –
spietato s’annulla lo spazio
a confine – infinito –
e cadi, un frastuono,
un ripeterti ancora
e coprirti in silenzio –
di foglie ormai nere
intrecciate dal vento.