Del dopo terremoto

 

Disarma questa luce dopo le sei come l’aria calda del giorno prima.
Le facciate delle case specchiano il bianco del cielo spopolato come un’anima senz’angoli a ore.
Tutto può crollare ma noi no.
Tengo stretta ogni trasparenza ogni ferita sovraesposta e cammino sulla linea bianca di confine, attenta a non perdere il sentiero.

©LaScrittoressa

(Paragrafi)
[Appunti del non viaggio]

I tuoi novembre

 

Sempre un passo indietro.
Hai smesso di correre a piedi nudi da un po’, gli abiti lunghi a toccare terra per rallentare i mesi e poi lo sguardo più in basso o poco più su perché hai visto abbastanza perché sei stanca perché grazie ma basta così. Le giornate brevi adesso dilatano il buio, la luce a ore s’innerva tra lo spazio ormai di un solo colore. Piove.
Non è ancora inverno ma non sai quale giacca mettere, non fa freddo fuori solo dentro. Ogni tanto c’è vento speri che non sia per tre giorni, intanto come un giocatore di poker tira le sue carte, foglie morte nel tuo cortile e non ti ascolta quando gli ripeti che non puoi più giocare.

©LaScrittoressa

(Paragrafi)

[Appunti del non viaggio]

Ottobre

 

Ci si divide sempre a metà.
Poi in un momento, che non  sai di preciso quale, cadi, e devi aspettare la stagione successiva, ma adesso le stagioni non sono più come prima, quindi aspetti soltanto po’ più tempo  un po’ più di caldo   un po’ più di sole un po’ più di tempo un po’ più di te che hai perso nei giorni e cerchi di rimontarti, con tutte le sbeccature che può avere un coccio rotto ma in piedi perfettamente.

[©LaScrittoressa]

Casa, quella mia

(La storia di Anna)

Paragrafi di racconti

[…]
” Casa – quella mia – è ad est sopra il mare, quella dove vedi le montagne lontane – senza averne paura, mezzo paese a luce, tanti tetti a occhio. Casa mia ha un quarto di terra, otto ulivi silenziosi e l’odore di ieri, quando mi dicevi copriti che fa freddo o non stare al sole che fa caldo aspetta qui le scalette e guardiamo chi passa. Passano tante macchine adesso e ti dirò che quasi fanno paura perché vanno troppo veloci perché non hai mai voluto il cancello e così chi passa a piedi può entrare, tutti possono entrare, non lo scegli tu chi può e chi non può e questo a me non piace ma io non abito più qui e non posso cambiare niente. In realtà non posso cambiare niente neanche dove vivo ora perché non è casa mia e non puoi cambiare niente quando non è casa tua ma neanche quando è tua ma non ci vivi più e così rimane tutto uguale da una parte e dall’altra mentre resti a guardare e immaginare come potrebbe essere stato se solamente avessi messo in fila i giorni uno dopo l’altro insieme, se avessi preso altre vie, se avessi detto no qualche volta in più, invece tutti i no sono rimasti dentro un po’ come la cantina qui sotto, senza finestre chiusa a chiave e con l’odore di muffa. Non lo dici neanche adesso no penso, tra me e me a volte, allora mi dico che dovrei essere più cattiva più selettiva andare avanti a muso duro invece rimango la solita cogliona che non sa dire no che non sa dirtelo proprio e si ritrova sempre con le cose che non voleva, con quello che già c’era facendoselo andar bene, con una manciata di cose da fare per tutti e valigie sempre piene, che fai con i borsoni pieni sotto il letto? Niente ma non si sa mai dovessi andare via di corsa, per un’altra scossa forte, con i figli all’ospedale, ma soprattutto per qualsiasi altra cosa volessi fare di testa mia, per una volta, la mia scelta, almeno sarei pronta.”

(Paragrafi di racconti:  Sono Anna )

©LaScrittoressa

Per Elisa

 

A te che
passi tra i giorni svelti /
scalza / del peso / la misura
scegli / il confine della luce/
quello che va bene /
quello che ti culla.
Resta meraviglia
per chi sceglie quella porta /
quel colore chiaro chiaro /
quell’azzurro incastonato
di settembre.

Buon compleanno sorellina❤🎈

©LaScrittoressa

(Photo by  Michele Mobili )